Da allora molte cose sono cambiate, e i missili moderni permettono una maggiore possibilità di sopravvivenza agli aerei che oggi si occupano della cosiddetta SEAD ( suppression of enemy air defence ) l’eliminazione delle difese aeree nemiche. I missili delle nuove generazioni, come ad esempio l’ Harm AGM 88 E, posseggono caratteristiche peculiari: bastano pochi secondi di emissione radar per poter lanciare il missile, che appartiene alla classe delle armi ” spara e dimentica ” nel senso che una volta lanciato non va guidato sul bersaglio. E’ il missile stesso con il suo computer di bordo che trova il suo bersaglio. Se poi la postazione radar smettesse di emettere onde elettromagnetiche il missile dovrebbe colpire ugualmente il bersaglio in quanto memorizza la posizione dell’emissione e si dirige comunque sul punto previsto. Armi di questo genere rendono veramente letali le missioni di eliminazione dei radar nemici. Vista l’evoluzione che questo tipo di armi ha avuto negli anni, anche le difese aeree si sono evolute e hanno sviluppato sistemi passivi di ricerca, basati sulla ricerca infrarossa o sulla segnatura acustica dei jet militari, alcuni radar di ultima generazione possono inoltre emettere frequenze di disturbo talmente forti da fare mancare il bersaglio ai missili della famiglia dell’ AGM 88 Harm. Spegnere del tutto i radar è impossibile, in quanto il radar rimane ad oggi uno strumento indispensabile per la scoperta e l’eventuale attacco di aeromobili, con e senza pilota, e missili da crociera che si trovano a grande distanza dalla batterie antiaeree; batterie antiaeree come ad esempio il sistema russo S 300, non più punta di diamante della difesa Russa visti i suoi ormai 20 anni di servizio, ma comunque in grado di ingaggiare bersagli a circa 100 chilometri di distanza[1]
[1] Robert Wall, “Russia’s Premier SAMs Seen Proliferating Soon,” Aviation Week & Space Technology, 27 September 1999.